cahier
des art et le souvenir
fosse rubato
scopami ma veramente io
vorrei vorrei vorrei
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"[...] a poco a poco comprese che il pettegolezzo è tutt' altro che la volgare inclinazione degli esseri umani causata dal reciproco malanimo, anzi è un valido sussidio delle misure di sicurezza sociale, uno strumento assai poco elegante, certo, ma necessario almeno quanto le confidenze dei malviventi e delatori di cui la polizia ha bisogno per il bene comune. La società, e in particolare la società femminile [...] si difende dal disordine e dalla sedizione con ogni mezzo disponibile [...]"
Il vento in questa estate strana disturba il canto delle cicale, questa sera da questa finestra entrano solo foglie strappate dagli alberi attorno, sono pioppi direi, che circondano questa nuova casa. Il sole tramonta proprio davanti a questa finestra. Il silenzio è surreale in questo apparamento vuoto. Ho spento anche la musica. Solo la voce di questo vento, e il rumore dei miei passi scalzi sul pavimento, mentre vado abuttare il mozzicone di sigaretta.
"[...] Alla gente piacciono le cose semplici[...] difficilmente capirà. La gente ha un inventario ristretto di nozioni bell'e pronte: amicizia, amore, matrimonio, avventura, infedeltà; ed è convinta che la vita stia tutta qua dentro. E invece non ci sta per niente.[...]"
sta comprando un po' troppe scarpe - forse dovrei preoccuparmi
prendi me, in questo angolo di giorno
prendi, qualsiasi cosa sia quella che penzola dalle mia spalle
mentre inciampo nei passi strascicati
in una strada che non vedo la fine
ma nemmeno l'inizio mi ricordo
che porta solo un cielo bizzarro fra i capelli
che cambia umore, che cambia colore
molto più di quello che mi viene concesso capire
non ti vedo, non ci sei
prendi me, che il vento scuote i miei capelli
li arruffa e copre gli occhi
lasciandoli cadere meno scuri sotto il collo
non ho camice chiare, e quei capelli si confondono marroni sulla stoffa
suono i miei passi con il tacco
come il martelletto di un pianoforte
come il soffio del mantice di una fisa grave
di un bandoneon senza le parole
(s.d.)
" [...] nel tortuoso intrigo dei vicoli del centro storico
dove anche l'orrendo ha ancora un fascino
mi abbandono al gioco del caso
e seguo con lo sguardo le donne
che sono vecchie
e sazie
di vita [...]"
lui: qualcuno vuole commentare il testo
lei: io credo che l'erotismo per Baudelaire fosse una specie di forte spinta creativa e che allo stesso tempo lo abbia reso solo. io direi che con questi versi è arrivato al nocciolo del classico e tragico destino del maschio
(Oskar Roehler - "le particelle elementari" 2006)
...
come puo' essere aver perso tutto? è strano ritrovarsi in un baleno dall'avere molto al ritrovarsi senza niente, senza lei, ma anche senza tutto il resto, senza desideri, senza desiderio, senza il progetto svanito improvvisamente da un giorno all'altro, senza casa, senza... senza...
Bernard: "ma ci siamo amati "
Matilde: "ah no, sono io che ti amavo, tu eri innamorato, non è la stessa cosa poi tu sei sempre stato scettico e dubitavi spesso di me "
Bernard: "per forza, tu mi dicevi 'ti amo perchè ti amo', e allora ..."
Matilde: "e allora? non ti sembrava una ragione sufficiente? e poi a te piacevano un po' troppo le donne, signore ..."
(La signora della porta accanto - Truffaut)
Le giovani foglie del gikgo biloba in primavera (mi) fanno venire voglia di sesso. Adoro questa pianta primitiva quanto detesto il fetore dei suoi frutti. Le foglie nuove in questa stagione sono come la pelle di una donna, paiono vellutate, quella parte più bassa della schiena poco sopra le natiche, quella parte che da morsicare e assaporare non ha eguali. Fa venire voglia di toccarle col polastrello quelle nuove foglie, osservare la curva della lor circonferenza esterna, con qualche irregolarità, come il confine della natica, che deve essere definito, sì, ma deve lasciare la voglia di soffice
Nostalgias
de escuchar su risa loca
y sentir junto a mi boca
como un fuego su respiración.
Angustia
de sentirme abandonado
y pensar que otro a su lado
pronto... pronto le hablará de amor...
¡Hermano!
Yo no quiero rebajarme,
ni pedirle, ni llorarle,
ni decirle que no puedo más vivir...
Desde mi triste soledad veré caer
las rosas muertas de mi juventud.
("Nostalgias" - Music: Juan Carlos Cobián - Lyric: Enrique Cadícamo - 1936)
"le scarpe con la punta a me piacciono... probabilmente non avrebbe funzionato..."